2 anni senza Giulio Regeni

Oggi è l’ultimo giorno in cui Giulio Regeni, ricercatore italiano al Cairo per l’università di Cambridge, è stato visto vivo.

Sono passati due anni dal ritrovamento del suo cadavere in un’autostrada poco fuori la capitale, da due anni i suoi genitori con l’aiuto di Amnesty International e della scorta mediatica cercano risposte: pochi giorni fa la madre di Giulio ha ricordato con queste parole il figlio: ”Ti hanno ammazzato come un animale, come un assassino, come un delinquente. Tu, proprio tu, che stavi ricercando la giustizia, l’onestà e la ragione”.

Giulio non era né una spia né un delinquente, ma era uno studioso, uno dei tanti ragazzi che credono nella libertà dei saperi e della ricerca, che credono che la divulgazione di questi ultimi grandi principi sia necessaria per la crescita della società; dobbiamo ricordare questo, osservando la foto di Giulio nelle piazze, sui giornali o in televisione, affinché la conoscenza venga sempre tutelata in ogni sua forma.

La sua passione pe r la ricerca lo ha portato a studiare i cambiamenti socio-economici nell’Egitto post-Mubarak, sfidando poteri molto più grandi di lui per cercare quei fuochi di rivolta ancora vivi in una società schiacciata dalla disuguaglianza sociale, il peggioramento della qualità di vita e la marginalizzazione dei sindacati.

Sono ancora sconosciute le cause che hanno portato alla violenta uccisione del dottorando italiano, non è bastata la risonanza mediatica che ha avuto il suo caso, ma la sua memoria viene costantemente oltraggiata da uno Stato pigro, troppo preso a conservare buoni rapporti economici con l’Egitto, e a girarsi dall’altra parte all’urlo “Giustizia e verità per Giulio”.

Non è questo l’unico caso di mancata tutela nei confronti di ricercatori che devono costantemente lottare contro la mancanza di investimenti nella ricerca, la formazione precaria, costretti a svolgere il loro lavoro all’estero.

Molto spesso è proprio il diritto allo studio ad essere negato, ci si dimentica del ruolo centrale dell’istruzione e della cultura. Giulio oggi rappresenta un’intera generazione di persone con un’alta etica sociale che, spinti dalla propria di rendere migliore il mondo, svolgono il loro lavoro all’estero, sfidando forze più grandi e potenti di loro, convinti però che quello che conti di più si la necessità di far luce sulle ingiustizie e sulle diseguaglianze che opprimono il nostro mondo.

Oggi per Giulio la città di Bari ospiterà due appuntamenti: alle ore 12, presso il Palazzo del Prete (p.zza Cesare Battisti), Link Giurisprudenza e Link Scienze Politiche, assieme al Dipartimento di Scienze Politiche e altre realtà invitate, inaugurano ufficialmente l’aula “Giulio Regeni” situata al VI piano. Questo momento apparentemente simbolico non ha la mera funzione di celebrarne la memoria, ma ha il compito di ribadire l’esigenza della ricerca di verità e giustizia per Giulio in uno spazio accademico della nostra università.

Alle ore 19, invece, avrà luogo una fiaccolata organizzata da Amnesty International presso Piazza Vittorio Emanuele (statua equestre), un altro tassello di una campagna che dura da ormai due anni e che continuerà fin quando non ci sarà #veritàpergiulioregeni

Inaugurazione Aula "Giulio Regeni " presso Palazzo Del Prete#2annisenzagiulio

Pubblicato da Link Bari su Giovedì 25 gennaio 2018

 

 

(in foto: grafica di Amnesty International)

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