STUDENTI SENZA TETTO – L’alloggio dov’è?

Dopo la pubblicazione delle graduatorie provvisorie ADISU riferite alle borse di studio e agli alloggi, ancora una volta, come già purtroppo da noi previsto e annunciato, siamo costretti ad evidenziare la totale inadeguatezza delle attuali case dello studente baresi ad accogliere un numero sempre crescente di richiedenti posto alloggio. A fronte delle graduatorie provvisorie, su 2121 domande sono disponibili solo 1334 posti negli studentati baresi.

La principale conseguenza della carenza degli alloggi pubblici è la ricerca frenetica di un alloggio privato, spesso a nero o con un contratto non agevolante per lo studente. E’ inoltre preoccupante come alcuni esponenti della Lega pugliese vogliano strumentalizzare l’assegnazione di alcuni posti alloggio a studenti stranieri: non si può utilizzare la questione della carenza dei posti alloggio per giustificare razzismo e xenofobia tra gli studenti. La guerra tra poveri che alcuni esponenti della destra regionale provano ad innescare distoglie dalle vere responsabilità politiche della Regione Puglia e dell’amministrazione ADISU.

Pensiamo che sia indispensabile che le istituzioni preposte si attivino in fretta per risolvere questo annoso problema anche attraverso una mappatura delle strutture pubbliche che potrebbero essere eventualmente convertite e utilizzate come residenza. Sicuramente la conversione di strutture comunali a studentati è una risposta che non può far subito fronte a questa emergenza, quindi per questo motivo sosteniamo anche forme di studentato diffuso, come già accade in altre città, che diano la possibilità di integrare al meglio i fuorisede nel tessuto cittadino e sociale e che provino a risolvere nell’immediato la carenza degli alloggi. Se l’individuazione di nuovi alloggi è fondamentale per quanto riguarda le residenze pubbliche, si può però anche agire sul mercato privato. Negli ultimi anni gli affitti sono aumentati molto (a Bari una stanza costa in media 233 euro) e diventa sempre più difficile riuscire a sostenere le spese dell’affitto e delle utenze. E’ per questo che pensiamo che ci sia necessità di intervenire sul canone concordato, rendendolo più vantaggioso per gli inquilini, che in una città che aspira a diventare universitaria come Bari darebbe respiro ai tanti studenti fuorisede e alle loro famiglie.

Ma il diritto all’abitare rientra nell’ambito del diritto allo studio così come l’accesso gratuito alla cultura e il diritto alla mobilità. Per questo pensiamo che serva una carta di cittadinanza studentesca per i soggetti in formazione per tutti gli studenti e le studentesse che studiano in Puglia utile per garantire delle forme di welfare strutturali per i soggetti in formazione che vadano dalla scontistica sui trasporti all’accesso gratuito ai cinema e ai teatri.

Per questo e per tanto altro siamo pronti a mobilitarci! Abbiamo già avviato un percorso verso la consultazione studentesca per far sentire con ancora più forza la nostra voce su quelle che sono le nostre reali necessità durante il percorso di formazione: per questo dal 22 al 26 ottobre saremo in ogni aula e corridoio per poter dire davvero a questo governo di cosa abbiamo bisogno e ancora il prossimo 12 ottobre scenderemo in piazza per chiedere che il diritto allo studio sia davvero tale. La nostra vita non è un gioco: ora parlano gli studenti su quelli che sono i nostri reali bisogni durante il nostro percorso di formazione.

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