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Corriere del Mezzogiorno - 6 luglio 2011 - S. Dell'edera
BARI - L’Ateneo firma la transazione con gli imputati del processo sui test truccati di Medicina, che hanno richiesto il patteggiamento: gli studenti pagheranno ciascuno 10mila euro; 12mila euro i genitori coinvolti, 2mila euro per tutte le altre posizioni. Respinta dal consiglio di amministrazione di ieri, all’unanimità , la proposta di riduzione, presentata dai legali degli studenti implicati. I fatti risalgono al 2007 quando fu scoperta una vera e propria centrale operativa per falsare i quiz di Medicina: nell’inchiesta sono coinvolte 127 persone.
Il 13 luglio si terrà l’udienza per preliminare durante la quale verranno emesse le sentenze per gli imputati. Una ventina però ha patteggiato e ha chiesto all’Ateneo (che si è costituito parte civile) di raggiungere un accordo. Intesa firmata ieri dal consiglio di amministrazione. In sostanza quindi ogni studente implicato dovrà risarcire l’Ateneo di 10mila euro; 12mila gli euro che ciascun genitore coinvolto dovrà versare ed infine è stato previsto un risarcimento di duemila euro per ogni altra posizione connessa con il singolo imputato-candidato, ossia per il secondo genitore, per eventuali fratelli o sorelle o conoscenti. Le spese legali saranno quantificate separatamente. Le somme dovute all’Ateneo potranno essere rateizzate in, al massimo, tre anni. Il consiglio ha inoltre ribadito che dalla transazione dovranno restare esclusi gli imputati ai quali è stato contestato il reato di associazione a delinquere, i dipendenti dell’Ateneo coinvolti nella vicenda e i candidati che avevano presentato ricorso nel 2007 contro il decreto del rettore di annullamento delle graduatorie. Il cda, compatto, ha quindi respinto la richiesta di un’ulteriore riduzione del pagamento, presentata dai legali: 8mila euro per gli studenti imputati, 10mila per i genitori e 1.500 per le altre persone coinvolte. Con l’approvazione di ieri, l’Università ha chiuso un durissimo capitolo della sua storia, che ha spinto, in questi anni, il rettore Corrado Petrocelli ad intensificare le forme di controllo durante lo svolgimento dei test di ammissione (in programma i primi di settembre), ma anche ad una maggiore applicazione del codice etico. Proprio per restituire all’Ateneo di Bari un’immagine di correttezza e trasparenza. Ieri nel corso della riunione del consiglio di amministrazione è stato approvato il bilancio consuntivo: il disavanzo da 52 milioni di euro si è ridotto a 19,8 milioni di euro. Il fondo, per l’anno 2010, è stato di euro 201 milioni e 242mila euro, registrando un taglio, rispetto al 2009, di 11 milioni. «Il 2010 per l’Università di Bari è stato un anno di sofferti, ma significativi successi - spiega il rettore Corrado Petrocelli - che vedono nel consistente recupero del disavanzo di bilancio dell’amministrazione centrale e nell’avvio del percorso di riorganizzazione dipartimentale i risultati più importanti. Il percorso riformatore è ancora in corso ma l’Ateneo ha imboccato, con determinazione, la strada del riequilibrio dei conti». Soddisfazione è stata espressa dagli studenti. «Ora però - spiega Leonardo Madio di Link - cominciamo a lavorare sull’aumento dei servizi per gli universitari». Samantha Dell'Edera
06 luglio 2011