Dall’altra, il folclore, la tradizione, il dialetto e i posti frequentati (che alla fine sono sempre gli stessi). Insomma, una città in cui ti puoi perdere, pur rimanendo sempre nella tua tasca. Il divertimento è assicurato, seppur una piena vita universitaria stenti a decollare per molte carenze (dai trasporti alle infrastrutture). La Controagenda può comunque dare dei piccoli consigli per chi è appena entrato nel caldo abbraccio barese:
- I modi per risparmiare con i pasti sono tanti, senza dover ricorrere a fast food (Mc)Killer: focazz’ e panzerotti spopolano in tutte le rosticcerie, accompagnate dal gusto biondo di una birra, ESCLUSIVAMENTE Peroni.
- Evitare di rispondere nel caso in cui qualche giovanotto del posto si dilunghi con le espressioni “Dia dà nu tuzz”, “Iapr l’ecchie! Che ad achiute non ge vole nudd!”, “Cap’ de ciola’” , “Gocciadavè”, “Tacchisce” (lasciamo le traduzione alla vostra immaginazione).
- Assaggiare assolutamente alcuni prodotti tipici: dalle semplici sgagliozze e popizze (facilmente reperibili a Bari Vecchia, specie il sabato o nei giorni festivi) al polipo nel panino, fino a giungere al sapore inconfondibile degli ‘nghimiridd.
- Portarsi cuffie comode e resistenti in prossimità di incroci dato che il “clacson pazzo al semaforo” non è maleducazione, bensì uno status, un obbligo (come il segno della croce in chiesa).
- Ripassare assiduamente le canzoni di Toti & Tata, ultimo baluardo della più recente cultura goliardica barese.
- Evitare di spendere belle parole su Lecce e sui leccesi, specie in determinati ambienti e con determinate persone (dallo stadio al cuore della città vecchia).
- Cominciare a masticare lo slang più comune: Auand (Fai attenzione!), Auee (porgimi attenzione, grazie), Bell’Bell (calma, calma), Mooh (il più usato, per indicare stupore e meraviglia), Sciamanin, sciam (coraggio, andiamo!), Trmon’ (simpatico giovane, amico di Geppetto) Uagliò (ragazzo!). Inoltre, tenete presente le particolarità della consecutio temporum nelle espressioni “Venite già mangiati”, “Ancora cadi” (non è già caduto qualcuno, ma la cosa sta per accadere), “Stamattina andai al mercato” (chissà quante cose sono accadute nel pomeriggio!).
- Una serata appesi alla muraglia sotto la luna e davanti al mare è il massimo (Bologna, Milano…nessun paragone!), ma sappiate che, partendo dall’Ateneo, inoltrandovi oltre l’extramurale Capruzzi, ci sono tanti pub e bar molto particolari.
Bene…Se ora, dopo aver imparato queste pilloline, riuscirete anche a pronunciare correttamente lo scioglilingua “Ce gen'amascì sciamaninn’, ce non gen'amascì non ge ne sim’ scenn’!" in brevissimo tempo, sarete dei baresi D.O.C.! In bocca al lupo, anzi, STATV’ BUN’!!