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Affitti: manuale di sopravvivenza.

Lunedì 08 Marzo 2010 20:22
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Bari, come gran parte delle città sedi di Università, vede migliaia di studenti e studentesse arrovellarsi nella ricerca di un posto letto,possibilmente a buon prezzo. Nella realtà dei fatti però si viene a conoscenza a Bari come in altre parti del Paese di una “tradizionale usanza”: il mercato degli affitti fuorilegge. Infatti la legge 431/98 sostitutiva della vecchia legge sull’equo-canone e dei patti in deroga,è risultata un totale fallimento.

 

La stipulazione dei contratti- tipo per studenti universitari,previsti dalla legge per ogni città sede di università, e tesi a disciplinare l’affitto di immobili per studenti,aveva come obiettivo la modifica in senso migliorativo, delle condizioni contrattuali e dei prezzi di affitto. Nonostante in quasi tutte le sedi universitarie siano stati in previsti incentivi ai privati che rispettassero tali accordi,oltre a quelli già previsti dalla legge, questi non sono mai stati rispettati. L’affitto di un immobile,quindi,è subordinato al totale disinteresse alle leggi e molto spesso alle più elementari norme di igiene e sicurezza. Insomma un quadro davvero desolante.

La situazione non è nuova, da anni si parla degli abusi subiti dai giovani costretti a studiare lontani da casa e che non riescono a trovare posto negli alloggi universitari, nei pensionati o nei campus delle università. Statistiche ufficiali sul fenomeno non esistono purtroppo, solo qualche operatore immobiliare ha provato a realizzare dei monitoraggi, che sono rimasti lettera morta per tutti. Il problema è che difficilmente uno studente può accedere ad un contratto di locazione “vero”: i proprietari disposti a regolarizzare i rapporti chiedono la formula classica di 4 anni più 4 e sei mesi di preavviso (e di pagamento del canone) per il recesso anticipato. Una situazione difficilmente sostenibile per molti studenti, considerando la altissima frequenza di abbandoni o cambi di facoltà. Cosi molto più spesso le proposte delle agenzie finiscono con l’approdare a famiglie o lavoratori in trasferta. Per gli studenti ci sono perciò solo gli altri annunci, quelli delle bacheche e dei foglietti volanti sui pali della luce. E cosi si resta facilmente in balia del proprietario che applica il modulo del “tutto in nero prendere o lasciare”, il quale continuerà rimpinguare le proprie tasche e conti in banca sulla pelle di squattrinati universitari.

Link è da sempre impegnata a rivendicare il diritto degli studenti ad avere un numero adeguato di alloggi pubblici e controlli per garantire la regolarità dei contratti ed il rispetto della legge.

Riteniamo che il diritto allo studio vada garantito anche attraverso la possibilità di risiedere nella città dove si studia: poter seguire le lezioni, vivere la dimensione universitaria frequentando i luoghi collettivi degli studenti, ottenere agevolazioni pubbliche, riaffermando il diritto all'indipendenza economica dello studente dalla propria famiglia.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 22 Aprile 2011 18:43

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