Non tutte le carriere universitarie sono perfettamente lineari, può succedere che uno studente, pur senza rinunciare agli studi, si trovi nella condizione di interrompere il proprio percorso universitario.
Ma cosa si deve fare se si decide di riprendere l’università? Al momento della nuova iscrizione, per vedersi riconosciuta la carriera pregressa (esami e crediti), bisogna pagare una tassa di circa 200 €, moltiplicata per ogni anno d’inattività.
Risolte le questioni economiche bisogna porre l’attenzione sulle questioni didattiche e controllare che vengano riconosciuti gli esami, e quindi i crediti, che vi spettano! Soprattutto se all’atto della nuova iscrizione passate ad un ordinamento didattico diverso da quello con cui vi siete immatricolati. Solitamente sono disponibili delle tabelle di conversione che assegnano ad esami del vecchio ordinamento i corrispondenti crediti per chi passa al nuovo.
Gli esami sostenuti però non valgono in “eterno”, esistono dei tempi oltre i quali lo studente è “decaduto”. Attualmente ogni ateneo decide, in autonomia, quanti sono gli anni massimi d’inattività di uno studente prima che “decada” , cioè prima che le sue conoscenze vengano ritenute obsolete e quindi non più riconoscibili ai fini della laurea. Per sapere qual è questo limite bisogna controllare il regolamento didattico di ateneo e del proprio corso di laurea.
Capita anche che si decida di interrompere definitivamente la propria esperienza universitaria senza attendere la “decadenza”, in questi casi si fa la “rinuncia agli studi”.
Nella domanda, che dovrete presentare in segreteria, bisogna:
- esprimere, in modo inequivocabile, la volontà di rinuncia;
- dichiarare di essere a conoscenza dell’irreversibilità della rinuncia e dell’estinzione totale della propria carriera universitaria.
Solitamente in segreteria potete trovare un modulo da riempire per fare domanda di rinuncia.
Nel caso in cui dopo la rinuncia si decide di riprendere gli studi non si dovranno pagare tasse per gli anni in cui non si è stati iscritti. Come ultima cosa lo studente rinunciatario è libero di immatricolarsi ex-novo in qualsiasi facoltà.
Lo scorso anno accademico, grazie al nostro intervento in Consiglio di Amministrazione UNIBA (30.10.2009), abbiamo bloccato il tentativo di inserire, all'interno di un documento sul ciclo di riscossione delle tasse universitari, la clausola che obbliga lo studente rinunciatario al pagamento dell'intero ammontare delle tasse.
Il modulo UNIBA: http://www.uniba.it/studenti/modulistica/263s%20Rinuncia%20studi.pdf/view
C’è chi smette, rinuncia o comincia di nuovo a studiare, e c’è chi vuole cambiare! In altre parole, chi vuole trasferirsi in un’altra facoltà, in un altro ateneo o in un’altra nazione per concludere i suoi studi.
La possibilità per fare questo è vincolata ai regolamenti interni di ogni università in materia di trasferimenti. In generale le condizioni necessarie sono:
- che il regolamento della vostra università sia accettato dall’università ricevente;
- che l’università ricevente accetti il vostro trasferimento.
Naturalmente il rifiuto deve essere accompagnato da una motivazione ben precisa; questa motivazione è valida solo se la facoltà in questione è a numero chiuso. E’ possibile, inoltre, che l’università “ricevente” vi imponga un test di selezione per accettare il vostro trasferimento: sappiate che questa è una pratica ingiustificata, ogni studente ha diritto a trasferirsi senza dover passare una nuova selezione.
Per trasferirsi, prima di tutto bisogna fare la domanda di trasferimento, se si sceglie di cambiare ateneo i passaggi sono due:
- accertarsi della possibilità di trasferirsi nell’ateneo scelto, quindi recarsi alla segreteria studenti per richiedere i moduli necessari alla domanda di trasferimento;
- andare in segreteria studenti della propria università e comunicare la volontà di trasferirsi.; questo vuol dire che tutte le pratiche inerenti la vostra carriera accademica andranno spedite alla segreteria dell’università ricevente.
Se invece ci si trasferisce in un altro corso di laurea all’interno della stessa università bisogna:
- fare la richiesta come nel caso di trasferimento in un altro ateneo;
- inoltre c’è da riempire un modulo per il riconoscimento degli esami che va consegnato nella segreteria del corso di laurea prescelto; questa a sua volta passerà il vostro modulo ad una commissione apposita che valuterà il caso e deciderà sul riconoscimento dei crediti.
Il modulo UNIBA: http://www.uniba.it/studenti/modulistica/05%20Dom.%20trasf.pdf/view
Quali sono i problemi in cui s’incorre più di frequente?
Il primo problema è che la comunicazione dei vostri dati dall’università di “origine” alla nuova abbia dei tempi biblici. Mentre aspettate che i documenti mettano le ali e spicchino il volo verso nuovi lidi, purtroppo non potrete sostenere nessun esame. E’ come se per qualche mese non esisteste né nell’una né nell’altra università.
La situazione è un po’ più complicata se provenite da una università privata. Molte università hanno, nel loro regolamento didattico, norme che impediscono il riconoscimento degli esami sostenuti in atenei privati obbligando, di fatto, lo studente richiedente il trasferimento a superare un test per poter essere ammesso nella nuova università. Purtroppo in questi casi non si può contestare il test.
Il sistema dei crediti avrebbe dovuto facilitare la mobilità nazionale e internazionale ma così non è stato. I crediti non sono assegnati seguendo gli stessi criteri spesso neanche all’interno dello stesso ateneo. Quindi quando ci si trasferisce può succedere che i crediti vi vengano riconosciuti nella loro totalità, che perdiate parte dei crediti già acquisiti o che vi venga richiesto di integrare le conoscenze in qualche disciplina. Tutti i trasferimenti devono essere fatti entro il 31 dicembre di ogni anno.
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